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Jersey

Appena entra mi preparo al peggio.
E’ una donna poco sopra i quaranta, indossa un paio di pantaloni con coulisse e un pullover entrambi bianco burro e tennis in ottime
condizioni, borsa di Louis Vuitton di quelle basic (sarà vera o sarà falsa? E’ uguale: a me non piacciono). Seno grande fianchi piccoli, altezza media.
- Buon giorno- sorrido sincera, studiando se è in cerca di merce, di un’idea, di un passatempo o di qualcuno con cui sfogarsi.
- Buon giorno- si guarda attorno poco convinta. Guardandomi dritto negli occhi si presenta:- Vorrei qualcosa di bello, non appariscente, adatto per alcune cerimonie non troppo importanti che ho in primavera.

Mi raggiunge l’immagine di una donna decisa, di buon gusto, bella ma provata, mi regala la descrizione sommaria delle sue necessità come fosse l’identikit di come vuole apparire ed io recepisco il messaggio e la faccio accomodare al secondo piano del negozio.
Forse la sua Vuitton è vera, penso.
-Sono 1 o forse 2 taglie più della mia solita taglia. Prima ero una 40.- Si guarda attorno e tocca 1 o due capi frettolosamente ma con eleganza – Ho partorito da 2 mesi e allatto.

Insomma si vede deforme e vuole tornare a piacersi, a me tocca il compito di rivelarle che dietro alla stanchezza e al latte materno c’è ancora la donna in cui lei si riconosce.
- Che ne pensa di un pantalone cotone e seta di Grifoni,- mentre parlo già lo servo sulle mie braccia alla signora- tasche da uomo, tessuto morbido. – lo apro all’altezza dei suoi occhi.- Sono a sigaretta e a vita bassa, così non schiaccia il punto vita e esaltano la gamba visto che le ha magre.- controllo la voce e la velocità delle mie parole, irradio professionalità e calma, appoggio il pantalone sul tavolo di cristallo al nostro fianco e aspetto la sua mossa.

Lei prende la stoffa tra le mani, guarda il modello, i pantaloni le piacciono, mi guarda:
- Non voglio spenderci un patrimonio anche perché ho intenzione di tornare in forma.
-Forse la Vuitton è falsa- penso – ma chi se ne frega.

Proviamo, tocchiamo, riflettiamo.

Lei inizia un po’ ad annoiarmi ma non è facile spendere dei soldi per sentirsi migliori e comunque non vedere i miracoli avverarsi.
Il top da indossare è deciso: ha lo scollo alla americana e si arriccia delicatamente sul collo attraversato da un nastro che si lega su un lato, scende morbido fino alla vita dove si chiude. E’ di seta, in fantasia sabbia grigio blu e nero, e si alza dal basso facilmente, così da permettere un comodo allattamento.
Il pantalone è una scelta più difficile (come sempre) perché lei non si rassegna alla sua pancetta taglia 42, ma ha trovato il pantalone ideale, 115 euro di misto cotone in tessuto ottoman, profilato e bottoni a pastiglia, Compagnia Italiana.
- Dovrei vedermi con le decoltè.
- Posso chiederle che numero ha?
- 39.
- Se non le dà fastidio, può usare le mie le ho comprate poco fa.
- Ma no, ma io..-le guarda.- però sono belle!
- Prego- me le tolgo.
Lei le indossa riconoscente, io vedo una bella signora sulla quarantina con un bel sorriso che si specchia compiaciuta del suo nuovo completo.

:-)

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