Dalla olandese docente di filosofia Muriel Barbery un romanzo ricco di spunti filosofici e non solo: letteratura, arte figurativa, cinema e musica, meccaniche sociali influenzate da baluardi comportamentali e indagine sulla verità nascosta da conoscenti e quotidiane incombenze passati in rassegna da una portinaia.
Sono entrata in libreria in astinenza lettura,
ho scelto il libro L’Eleganza del Riccio in meno di 1 minuto perchè era tra i primi all’ingresso che non fosse di cucina, di Ken Follet o di comici italiani,
ho atteso alla cassa 2 minuti abbondanti,
ho finito il libro in 5 giorni.
Non negherò di aver avuto le mie perplessità al primo 1/3 del libro: “Dottoressa Muriel! Scrivi e mi turbi sollevando domande ma non mi aiuti a trovare risposte, mi deluderai, ti scriverò una mail dove ti chiederò se ti sembrano meritati il Prix Georges Brassens 2006 o il Prix Rotary International 2007 o il Prix des Libraires 2007!”
Giro la pagina scettica e inizia la seconda parte e succede qualcosa, non eclatante e plausibile e io non posso più smettere di leggere: vado a lavoro e mi invento 5 minuti di magazzino per finire un capitolo, dimentico il grande ritorno di Internet nella mia Scatola Nera (n.d.a.-il bistrattato portatile da cui vi scrivo), non guardo neanche le puntate di Heroes che Luca si è scaricato e che mancano all’appello.
La dott.ssa Barbery ha tutta la mia attenzione e mi serve gustose pagine e immagino gli studenti di Muriel mentre spettegolano su di lei per quel suo modo di arricciare il naso ad alcune parole o per gli aloni sotto le ascelle delle giacche beige o per i suoi strani umori (tipici commenti da studenti di ogni nazione) e poi me li immagino quando per caso si sono trovati tra le mani questo suo brillante romanzo e passandosi parola (sperando di accattivarsi la docente di filosofia) hanno scoperto un simile lavoro di scrittura.
Poi sono giunta alla fine. Un epilogo inaspettato e realistico, come il resto del racconto: sublime.
Lo rileggerei ancora e ancora….e forse lo farò!
da Crasher
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